Ciao a tutti!!!

mi chiamo Silvia Perna,ho 24 anni e sono inscritta al secondo anno del corso di scienze specialistiche in Comunicazione della conoscenza per le imprese e le organizzazioni

questo è il mio primo blog… che dire speriamo di riuscirci :)

 

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Il software come complemento ideale alla mente umana differenza tra computer e mente umana

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Una delle maggiori potenzialità dell’intelletto umano,è quella di saper eseguire una o  più  operazioni contemporaneamente, mentre quella di una macchina si differenzia per la velocità con cui tali operazioni vengono eseguite.” A partire da tale consapevolezza, dei limiti di velocità di elaborazione della memoria umana, dalla metà del secolo scorso ed  in seguito ad alcuni studi, ci si è posti l’obiettivo di far fronte a tali difficoltà della mente umana ponendo questa ultima in analogia con i software e considerando questi come suo complemento ideale .

Per spiegare tale processo sono stati esaminati dei componenti quali: 

 Il termine software: (usato in ambito informatico) è un vocabolo creato a partire da due termini della lingua inglese, soft (morbido) e ware (manufatto, oggetto) e indica un programma o un insieme di programmi di basso ed alto livello (a partire dal bios ai programmi applicativi) in grado di funzionare su un elaboratore (hardware).
I software possono essere classificati secondo diverse caratteristiche:
-  in base alla funzionalità (video scrittura, foglio elettronico, database, browser ecc),

- in base al  grado di apertura (open source o commerciale),

- in base al tipo di sistema operativo (i software possono girare su Linux, MacOs, Unix o WIndows), istallabile o portabile o tipo di interfaccia (alfanumerica o grafica).
A tali caratteristiche vengono associati alcuni deficit, considerati prerogative della mente umana, come la capacità di creazione, pensiero ed ideazione.

 7 ottobre 2008

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Canali di comunicazione: software,tipologie e comunicazione sociale

Attraverso il computer ed Internet è possibile gestire, veicolare e condividere con altri utenti dati ed informazioni, sviluppando dei veri e propri flussi comunicativi. I canali di comunicazione che possono essere utilizzati tramite Internet per generare scambi comunicativi e relazioni sociali sono moltissimi, tra cui: 

v                       Blog: è un diario in rete che permette a chiunque di creare un proprio sito in cui pubblicare storie, informazioni, opinioni in completa autonomia. Ogni articolo riportato sul blog è generalmente legato ad un “thread” (filo del discorso), in cui i lettori possono scrivere commenti e lasciare messaggi all’autore e magari discutere dell’argomento in questione. E’ un luogo dove si può esprimere liberamente la propria opinione.

v                       E-mail o posta elettronica: è un servizio internet grazie al quale chiunque può inviare o ricevere messaggi in tempo reale.

v                       Newsgroup: è un gruppo di discussione in uno spazio virtuale creato su una rete di server interconnessi. L’accesso a queste aree tematiche avviene per mezzo di programmi chiamati news clients.

v                       Forum: indica una struttura informatica contenente discussioni e messaggi scritti dagli utenti. E’ una comunità virtuale, in cui gli utenti, spesso abituali, affrontano e discutono specifiche tematiche. Non tutti i forum sono a libero accesso, molti richiedono una registrazione.

v                       Chat: il termine “chat” deriva dall’inglese “chiacchierata”, si riferisce a degli spazi virtuali (chatroom) in cui l’utente dialoga in tempo reale, permette di mettersi in contatto con chiunque, generalmente in forma anonima. Offre un’ampia gamma di servizi sia telefonici che messaggistici. Tra i vari tipi di chat i più usati sono: MSN Live Messenger, Skype, Yahoo! Messenger.

v                       Homepage è solitamente la prima pagina di un sito web. Rappresenta la parte del sito più importante in cui si trovano informazioni principali del sito stesso.

v                       Social Network: “rete sociale” consiste in un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro. La versione di internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete. Oggi i due social network più gettonati sono MySpace e FaceBook. Per entrare a farvi parte occorre costruire il proprio profilo personale ed è possibile invitare i propri amici a far parte del proprio network.

v                       Condivisione contenuto: esistono degli spazi virtuali che consentono la condivisione di foto e  video tra gli utenti. Ad esempio YouTube che è un sito che contiene video amatoriali e anche altro materiale caricato dagli utenti stessi, come video musicali e spettacoli televisivi.

7 ottobre 2008

 

 

 

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Riflessione sui dati,fatti,informazione e conoscenza:i due ruoli del comunicatore

Dati, informazione e conoscenza sono tre termini spesso utilizzati come sinonimi, ma che in realtà, oltre ad essere dotati di autonomia semantica, in ambito aziendale, sono collocati su diversi gradini nella ”Piramide del Knowledge Management” .I dati costituiscono la base,cioè  materiale grezzo che dopo essere stato raccolto verrà elaborato per produrre informazione. Nel contesto aziendale si tratta di quei fatti inerenti argomenti, notizie ed eventi di interesse per l’azienda. Oggi giorno i dati disponibili sono tantissimi e continueranno a moltiplicarsi, per cui il primo problema per il comunicatore sta nel selezionare quelli giusti, in maniera corretta rispetto ai propri fini. Compiuta l’ardua scelta, risulterà fondamentale la capacità di analizzarli, organizzarli, sintetizzarli e trasformarli in informazioni utili. Queste rappresentano il secondo livello della piramide e sono importantissime per la gestione manageriale dell’azienda e dei suoi processi in quanto ne arricchiscono il bagaglio esperenziale.

Il terzo step consiste nella conoscenza, generata dall’attività di analisi delle informazioni, dall’esperienza dei dipendenti, dalla storia dell’azienda stessa, con lo scopo di rendere esplicite le conoscenze tacite: un ciclo che può portare alla produzione di nuova conoscenza solo tramite la condivisione e l’elaborazione dell’informazione.

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 I promotori del kowledge management di seconda generazione, infine aggiungono un quarto piano alla piramide, la saggezza: conoscenza prodotta dalla convergenza tra intuizione ed esperienza.

 

7ottobre 2008

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I principali strumenti software disponibili per la creazione e mantenimento di un blog

Il primo “blog”, nasce nel 1997 in Usa, dove John Barger comunica ad alcuni gruppi di discussione la sua iniziativa: scrivere un diario pubblico sul web (avvalendosi del software ideato dallo statunitense Dave Winer) in cui raccogliere le proprie considerazioni sulla navigazione on line, giorno per giorno. Da lì il fenomeno si estende fino ad arrivare anche in Italia nel 2001.  Possiamo distinguere due grandi aree di interesse per i blogger:il diario personale e la pubblicazione di notizie.

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Esistono piattaforme ad hoc per la creazione di un blog. Queste piattaforme consentono di creare un blog in pochi minuti, la maggior parte delle volte ricorrendo a modelli di layout predefiniti, anche se ultimamente i blogger affermano la volontà di personalizzare il più possibile il proprio spazio.

7 ottobre 2008

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Particolarità riscontrate lavorando con l’SQL in Access

Access è un DBMS realizzato da Microsoft ed incluso nel pacchetto di prodotti Microsoft Office, che consente la creazione di un database o tramite un db vuoto, oppure seguendo modelli reimpostati per i meno esperti .

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Una sua analisi richiede di porre in risalto alcuni suoi diversi aspetti. In prima istanza è necessario analizzare le procedure di definizione delle tabelle,dal momento che per definire lo schema di una nuova tabella, Access offre diverse modalità:
1. Visualizzazione foglio dati: con cui si definisce lo schema della tabella come se si operasse su un foglio EXCEL;
2. Visualizzazione struttura: attraverso tale impostazione si definiscono per prima cosa i campi poi una serie di domini ( ad es. testo, numerico, data/ora, etc.). Per ogni campo possono poi esser specificate ulteriori proprietà ( ad es. dimensione campo, formato, etichetta, valido se, etc.). l’ultimo passaggio sarà quello di specificare la chiave primaria (anche selezionando Chiave primaria dal menù VISUALIZZA);
3. Creazione guidata :o pera attraverso uno strumento che permette di costruire la nostra tabella attraverso domande ed esempi a cui fare riferimento.
4. Importa e collega tabella: tali opzioni permettono di importare o collegare dall’esterno una tabella.
Ovviamente la creazione di tabelle può esser realizzata anche operando in SQL. Ogni tabella verrà quindi definita associandole un nome e gli attributi che ne definiscono lo schema.

Quando si lavora con Access, particolare attenzione deve essere rivolta alle parole e alla sintassi che potrebbero cambiare da DBMS a DBMS.

 7 novembre 2008

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Approfondimenti sql: Ansi sql; clausole where,having,group by

 

Il linguaggio SQL (Structured Query Language) è il linguaggio standard per la manipolazione dei dati di un database e per eseguire interrogazioni .Creare query direttamente con Access può risultare comodo e veloce, ad esempio quando si agisce contemporaneamente su 4 o 5 tabelle. In SQL si possono creare, modificare e cancellare tabelle e la loro struttura, oppure agire sulle tabelle creando interrogazioni, aggiungendo dati, modificando e/o cancellando dati.

Il DML (data manipulation language – linguaggio di manipolazione dei dati) fornisce i comandi per inserire, modificare, eliminare o leggere i dati all’interno delle tabelle di un database.

All’ interno di questi programmi utilizziamo alcune clausole,quali:

 

Clausola WHERE: nella sintassi SQL la condizione di questa clausola puo’ essere una condizione semplice o composta, mediante gli operatori booleani AND OR e NOT.
Quando i predicati sono separati dall’ operatore AND, verranno selezionate solo le righe della tabella di riferimento per cui tutti i predicati risultano veri, quando si è in presenza dell’ operatore OR, saranno invece selezionate solo le righe per cui almeno uno dei predicati risulta vero. l’ ultimo operatore, NOT, inverte invece il valore di verità del predicato.
Si immagini,in una tabella come la seguente, di voler estrarre le informazioni su nome e cognome degli impiegati che operano nel settore produzione ed hanno uno stipendio pari a 100.

IMPIEGATI

nome

cognome

reparto

stipendio

città

   Sara

Dileo

marketing

120

Milano

Marco

Verdi

produzione

100

Roma

Simona

Ost

amministrazione

90

Milano

Micol

Bianchi

produzione

100

Roma

                                                  La sintassi sarà
SELECT Nome, Cognome FROM impiegati WHERE Reparto = produzione and stipendio = 100;

questa restituirà nel nostro esempio una tabella contenente i nomi ed i cognomi che rispettano tale condizione.
Allo stesso modo qualora volessimo estrarre nome e cognome dei soli impiegti che operano nel settore produzione ed in quello marketing la sintassi includerà l’operatore OR:
SELECT Nome, Cognome FROM impiegati WHERE Reparto = ‘produzione’ or Reparto = ‘marketing’; ottenendo anche in questo caso una tabella contenente i nomi ed i cognomi che rispettano tale condizione.
b)
Clausola GROUP BY : operando in SQL molto spesso può emergere la necessità di applicare un operatore aggregato non su tutte le righe di una tabella, ma separatamente a sottoinsiemi di righe. A tal fine in SQL si ricorre alla clausola Group by che specifica come suddividere la tabella di riferimento in sottoinsiemi.
In riferimento alla tabella precedente si immagini ad esempio di voler estrarre la somma (SUM) degli stipendi di tutti gli impiegati che operano nello stesso reparto. La sintassi sarà:
SELECT Reparto, SUM (Stipendio) FROM impiegati GROUP BY Reparto;

Quella che si otterrà sarà una tabella che identificherà i diversi reparti e per ognuno la somma degli stipendi degli impiegati che vi operano ( nel nostro esempio marketing/ 120, produzione/200 e amministrazione /90).

c) Clausola HAVING :è una clausola che si usa solo con GROUP BY e permette di porre una condizione su una funzione di gruppo .
Qualora volessimo estrarre dalla nostra tabella di riferimento i reparti aziendali per cui la somma degli stipendi degli impiegati che vi lavorano è superiore a 120, si potrebbe ricorrere alla seguente sintassi:
SELECT Reparto, SUM (stipendio) as totale_stipendi FROM impiegati GROUP BY Reparto HAVING SUM(stipendio) > 120;
ottenendo nel nostro esempio una tabella che identifica che il reparto nel quale la somma degli stipendi è > di 120 è solo la “produzione” (la produzione ha infatti un totale_stipendi pari a 200).

 

L’ANSI SQL (Structured Query Language della American National Standard Institute) è un linguaggio standard necessario per l’utilizzo dei DataBase Management System che permette di interrogarli in maniera opportuna. Come succede per le lingue vere e proprie però alla nascita del linguaggio ANSI è corrisposta la nascita di vari linguaggi correlati che possiamo paragonare a i dialetti delle lingue ufficiali.

 

 

 26 ottobre 2008

 

 

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Glossario termini

unità

L’oggetto dell’osservazione di ogni fenomeno individuale che costituisce il fenomeno collettivo `e detto unità statistica.

carattere

fenomeno oggetto di studio, le cui diverse manifestazioni, dette modalità, vengono rilevate o misurate sulle singole unità che costituiscono la popolazione.

classificazione

Il termine viene utilizzato per varie attività che si possono ricondurre alla gestione delle conoscenze. Le attività di classificazione hanno il fine di organizzare le entità del dominio in esame, la collocazione delle entità nei diversi contenitori si basa sulla individuazione di differenze di rilievo tra le entità stesse, cioè su processi di distinzione.

matrice dati

Consiste in un insieme rettangolare di numeri o più in generale di caratteri, dove in riga abbiamo le unità statistiche ed in colonna le variabili; in ogni cella derivante dall’incrocio tra riga e colonna abbiamo un dato, ossia il valore registrato per una particolare variabile ed un particolare caso.

dimensione

Attributo strutturale di un cubo, ovvero una gerarchia organizzata di categorie (livelli) che descrivono i dati della tabella dei fatti.

Funzione di aggregazione

Funzione che esegue un calcolo su una colonna in un set di righe e restituisce un unico valore.

aggregazione

Tabella o struttura contenente dati precalcolati per un cubo.

cubo

Set di dati organizzati e riepilogati in una struttura multidimensionale definita da un set di dimensioni e misure.

ruolo del cubo

Raccolta di utenti o gruppi con le stesse autorizzazioni di accesso al cubo.

 

In un cubo, set di valori, in genere numerici, basati su una colonna della tabella dei fatti del cubo stesso.

misura

Le misure sono i valori su cui si basano l’aggregazione e l’analisi.

aggregate functions

Forniscono informazioni statistiche relative ad un 
set di records (domain). Per esempio, e` possibile utilizzare una aggregate 
function per contare il numero di records di un recordset, oppure calcolare 
il valore medio dei valori di un particolare campo.

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Nozione di Accessibilità (in senso tecnico, nella terminologia del web) e vantaggi e svantaggi del software per la distribuzione dell’informazione sul web: per i creatori e per i fruitori di contenuti.

 

Per accessibilità del web si intende la capacità del sito di essere fruibile con facilità da qualsiasi categoria di utente in contesti differenti. Quindi un sito web accessibile è un sito che può essere visitato da qualsiasi utente indipendentemente dal computer utilizzato, dalla velocità del collegamento, dal browser, dall’interfaccia utente, dalle periferiche alternative utilizzate e dove il contenuto dell’informazione e la sua presentazione siano sempre indipendenti l’uno dall’altro.

In particolare per rendere un sito web accessibile occorre consentire l’accesso all’informazione anche a persone con disabilità di diverso tipo e a chi dispone di strumenti hardware e software limitati. L’accessibilità del web riguarda tutte le disabilità: visive, uditive, fisiche e cognitive.

L’accessibilità del Web dipende da varie componenti dello sviluppo del Web e dalla loro interazione, inclusi i software Web (strumenti) e sviluppatori del Web (persone).

La capacità richiesta per realizzare un sito accessibile dipende da molti fattori, come il tipo di contenuto, la dimensione e complessità del sito e gli strumenti e l’ambiente di sviluppo.

L’importanza dell’accesso dei disabili alle tecnologie informatiche è stata sottolineata da tempo in numerosi documenti internazionali ed è argomento prioritario nei programmi della Commissione europea.

 

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Il termine “software” è un vocabolo usato in modo particolare in ambito informatico e sta ad indicare un programma o un insieme di programmi in grado di funzionare su un elaboratore. I software possono essere classificati secondo diverse caratteristiche (video scrittura, foglio elettronico, database, browser…), grado di apertura, tipo di sistema operativo.

Vantaggi per chi lo produce:

v      la produzione di software richiede la disponibilità di un altro software (per esempio i compilatori e le librerie standard); così la produzione di software libero parte avvantaggiato dalla disponibilità del software libero già esistente, senza i costi per l’ acquisizione dei diritti necessari, riducendo di conseguenza i tempi per lo sviluppo;

v      la produzione di software libero pone l’ accento sulle persone che scrivono il codice e non su un marchio particolare.

Vantaggi per l’utente finale:

v      il software può essere modificato per adottarlo alle proprie esigenze;

v      la concorrenza mette a disposizione il software a costi inferiori;

v      la concorrenza consente di scegliere liberamente il fornitore;

v      con le dovute conoscenze il software può essere verificato, soprattutto quando si utilizza in ambiti critici dal punto di vista della sicurezza;

v      il software può essere studiato, consentendo la diffusione della conoscenza.

Svantaggi per chi produce:

v      il software libero non consente di mantenere una posizione privilegiata nel mercato;

v      i margini di reddito sono ridotti per l’ assenza di ” rendite di posizione”.

Svantaggi per l’ utente finale:

v      il software libero richiede una maggiore consapevolezza sul piano informatico;

v      il software libero richiede una maggiore consapevolezza sul funzionamento del singolo prodotto software e sull’ organizzazione del sistema operativo;

v      l’ utente deve fare le proprie scelte e seguirne la strada.

15 ottobre2008

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Multidimentional Cube, Slice & Dice, Roll Up, Drill Down, Filtering.

Ci sono delle operazioni che permettono, senza fare operazioni di aggregazione, di selezionare solo acluni dati del DB.

Consideriamo, ad esempio, un cubo: una analisi tridimensionale di un fenomeno su n unità e consiste in un Set di dati organizzati e riepilogati in una struttura multidimensionale definita da un set di dimensioni e misure. Il ruolo del cubo consiste quindi in una raccolta di utenti o gruppi con le stesse autorizzazioni di accesso al cubo.

Oltre alle dimensioni, e alla misura, ogni report ha:

Aggregazioni: aggregazione di dati che permette una visione congiunta di dati e informazioni

Le funzioni aggregate: permetto di supportare le funzionalità del provider di dati.

Al fine di evolvere verso documenti maggiormente informativi, gli strumenti informatici si sono dotati di alcune tecniche di visualizzazione per facilitare l’analisi dei dati.  

Le tecniche note nella visualizzazione dei report sono:

v      Drill-down:  (dal termine anglosassone che esprime l’azione di perforare un terreno) si intende la possibilità – una volta visualizzato il dato complessivo relativo ad una dimensione gerarchizzata di analisi di esplorare tutta la gerarchia. Un classico esempio di dimensione gerarchizzabile è quella temporale: il dato annuale può essere esplorato per sottoreport che visualizzano gli aggregati mensili e questi ultimi possono essere – a loro volta – disaggregati secondo i dati giornalieri.

v      Slice & Dice: (dall’inglese, il termine si riferisce nel complesso all’operazione di divisione di una torta) si intende la possibilità di restringere l’analisi solo ad alcune delle occorrenze delle dimensioni e solo ad alcune delle dimensioni proposte. È possibile nell’esempio visto sopra, esplorare le vendite annuali solo di alcune regioni e di queste regioni solo di alcune città. I dati visualizzati si riferiranno unicamente alle occorrenze selezionate.

v      ROLL-UP: esegue aggregazioni di misure per riduzione di dimensioni o per generalizzazione dei valori nella gerarchia

 

 14 ottobre 2008

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Elementi teorici e strutturali del report: Dimensioni, Misure, Aggregazione, funzioni di aggregazione.

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Il report aziendale è uno strumento che consente di valutare, attraverso le informazioni, lo stato di salute di uan qualsiasi società di capitali o di persone.

Ogni report è composto da due elementi fondamentali:

Dimensioni: i caratteri che si misurano sulle unità statistiche; costituiscono la parte del report che non cambia, come ad esempio l’anagrafica dei clienti. Solitamente non si considerano più di due dimensioni in quanto il report deve essere di facile lettura, per permettere all’interessato di ottenere tutte le informazioni necessarie nel modo più semplice e rapido possibile. Per questioni di praticità però si può considerare più di un carattere su ciascuna dimensione (ad es. città e paese insieme), per cui le singole modalità diventano coppie; si parla quind di “carattere derivato”.  

Misura: qualsiasi eleborazione (funzione generale) calcolata su unità statistiche che soddisfino la condizione di possedere una certa combinazione di modalità; si tratta dela parte quantitativa del report che scaturisce dall’operazione di aggregazione della matrice dei dati, come ad esempio la somma dei soldi spesa da ciascun cliente. 

Per procedere alla costruzione di un report bisogna risalire alle relazioni esistenti tra le diverse tabelle, al fine di riunificare l’informazione frammentata; si ricorre pertanto a strumenti di reportistica ad hoc. L’operazione alla base della creazione di un report è esattamente opposta rispetto a quelle effettuata per la distribuzione dei dati all’interno dei database. Mentre in questo caso si lavora a partire dal principio di economicità per cui si applica il processo di normalizzazione dei dati (volto ad  evitare la duplicazione e l’inconsistenza dei dati, garantendo al contempo l’integrità referenziale degli stessi), nel primo caso vige la logica della replicazione dei dati allo scopo di ricongiungere le informazioni.

Perchè il report è diverso da una semplice struttura tabulare?   

In primo luogo è opportuno evidenziare che il report è una struttura complessa che non si limita, come un tabulato, a riportare i dati di una tabella, ma opera una “join” (unione) di più tabelle.

La seconda fondamentale differenza sta nel fatto che mentre in una stampa tabulare i record si riportano singolarmente, nel report si effettua sempre un’operazione di aggregazione (che può essere una somma o una differenza, così come una media, una moda, ecc.). Dunque il report è una struttura che deriva dall’aggregazione della matrice dei dati, che a sua volta corrisponde alla join arbitraria di un numero arbitrario di tabelle, utilizzato come base di partenza per la reportistica.

Dato che il report è un documento visionato da tutti gli stakeholders interni ed esterni dell’azienda, la componente “aspetto”, vale a dire il layout della presentazione, ha importanza fondamentale.   

 

 

10 ottobre 2008

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Rapporto tra terminologia statistica e informatica: Record, Unita’ statistica, Carattere, Campo (field), Tabella (table), Matrice dei Dati, Tabella di contingenza, Report

Una tabella è organizzata in una serie di righe e colonne: nelle colonne vengono inseriti i campi o field,  che in statistica vengono denominati variabili o caratteri, mentre nelle righe compaiono i record o, in termini statistici, le cosiddette unità statistiche o entità.

La doppietta record-field o carattere-unità identifica un certo valore detto modalità (statisticamente) omisura.
La matrice dei dati, invece, corrisponde alla tabella in cui vengono inserite le modalità rilevate per ogni carattere.

 Le tabelle di contingenza o a doppia entrata rappresentano e analizzano le relazioni tra due o più variabili, riportando le frequenze congiunte della variabile, e consentendo pertanto di giungere a una prima tipologia di report ( informazioni di tipo statistico) caratterizzato dalla “dimensione” e dalla “misura”.

 

10 ottobre 2008

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Concetto di normalizzazione, forme normali, ridondanza, Relazioni, Integrita’ referenziale nei DBMS

 

 

 

La normalizzazione è un procedimento volto all’eliminazione della ridondanza cioè quando i dati vengono memorizzati più volte inutilmente;  e del rischio di inconsistenza dal database.

 

Esistono vari livelli di normalizzazione :

v      Prima forma normale che certificano la qualità dello schema del database. Una forma normale è una proprietà di una Base di dati relazionale che ne garantisce la “qualità”.

Questo processo si fonda su un semplice criterio: se una relazione presenta più concetti tra loro indipendenti, la si decompone in relazioni più piccole, una per ogni concetto. Questo tipo di processo non è purtroppo sempre applicabile in tutte le tabelle, dato che in taluni casi potrebbe comportare una perdita d’informazioni.

v      Seconda forma normale: quando soddisfa la prima forma normale e inoltre ciascun attributo che non fa parte della chiave è indipendente funzionalmente da una qualunque chiave candidata.

v      Terza forma normale: ha come scopo l’eliminazione della relazione delle dipendenze funzionali transitive.

 

Per Integrità referenziale intendiamo un insieme di regole del modello relazionale, che garantisce l’integrità dei dati quando si hanno relazioni associate tra loro attraverso la chiave esterna: queste regole servono per rendere valide le associazioni e per eliminare gli errori di inserimento, modifica e/o cancellazione di dati collegati tra loro.

 

 

I DBMS (Data Base Management Sistem) sono appositi archivi di tipo informatico utilizzati nelle aziende per memorizzare i dati. Questi,  a loro volta, vengono organizzati in una o più tabelle.

Tali tabelle vengono impiegate sia per operazioni di tipo statistico che informatico e ciò che essenzialmente le differenzia è la terminologia impiegata nel denominarne ogni componente.

Ne esistono di diversi, tra i principali:

ACCESS: creato da Microsoft per l’organizzazione e la gestione dei dati, utilizzabile sia dai principianti che dai più esperti.

MSQL: piccolo DBMS, semplice e veloce da usare, può funzionare come mono-processo (per risparmiare memoria) o multi processo (per maggiori prestazioni).
MYSQL: DBMS di tipo relazionale, composto da un client con interfaccia a caratteri e un server.
MICROSOFT SQL SERVER: DBMS di tipo relazionale. Usato nelle prime versioni per basi dati medio-piccole, dal 2000 anche per basi dati di dimensioni più grandi.
ORACLE: tra i più celebri DBMS relazionali, comprende istanze e dati memorizzati. Un’istanza è un set di processi di sistema e strutture di memoria che interagiscono con i dati memorizzati.
SQL: IBM lo sviluppa a partire dal 1974 con l’obiettivo di creare uno strumento per poter lavorare su un database. La prima versione venne denominata SQL/86. Anche se l’idea iniziale era quella di creare uno standard che funzionasse su tutti i DBMS, vennero create nel tempo diverse varianti.
TIMES TEN: database realizzato da Oracle, costituito da infrastrutture software progettare per gestire una grande quantità di dati. Per questa ragione sono maggiormente usati in programmi pensati per i mercati finanziari, le telecomunicazioni, in applicazioni e-commerce.

 

10 ottobre2008

 

 

 

 

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Aggregate Functions

Con il termine Aggregate Functions, si indicano le funzioni di aggregazione standard native di SQL e presenti nei principali tipi di DBMS, e che permettono di effettuare calcoli e ottenere valori numerici in funzione di query specifiche. Tali funzioni elaborando un insieme di righe restituiscono sempre un risultato.

Esempi di queste funzioni sono quelle che effettuano la somma dei valori di un campo, il conteggio di righe di un certo tipo, il valore massimo presente nelle righe recuperate. Il loro risultato è sempre uno, indipendentemente dal numero di righe prese in esame (un’eccezione a questa regola è dettata dall’uso della clausola GROUP BY).
L’elenco delle funzioni di aggregazione di SQL sono:

AVG            () Restituisce la media tra due valori specificati
COUNT        ()
Restituisce un intero che indica il numero di record trovati
MAX           ()
Restituisce il valore massimo tra due valori
MIN           ()
Restituisce il valore minimo tra due valori
SUM           ()
Restituisce la somma tra più record dello stesso campo

Nell’utilizzo di una funzione di aggregazione è consigliato specificare un alias per il risultato, con l’utilizzo della clausola AS.

10 ottobre2008

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